Informazioni sull'opera
Non ci sarà nessuno in casa,
Salvo il crepuscolo. Un
Giorno d'inverno nello spazio aperto
Delle tende non tirate.
Solo il rapido balenare muschioso
Di ciuffi bianchi e bagnati,
Solo i tetti, la neve, e, salvo
I tetti e la neve, nessuno.
E di nuovo la brina tracerà i suoi motivi,
E di nuovo la disperazione dell'anno passato
Mi farà girare
E le faccende di un altro inverno.
E di nuovo, fino a questo giorno, pungeranno
Con una colpa non ancora assolta,
E la fame senza legna
Stringerà la finestra nel suo telaio incrociato.
Ma all'improvviso attraverso il
Un brivido di dubbio correrà, —
Misurando il silenzio con i passi.
Tu, come il futuro, entrerai.
Comparirai nella soglia
In qualcosa di bianco, senza fronzoli,
In qualcosa veramente di quelle stoffe
Da cui si cuciono i fiocchi di neve.
1931
In casa non ci sarà nessuno
In casa non ci sarà nessuno
A parte il crepuscolo. Un giorno
D’inverno attraverso lo squarcio
Delle tende dischiuse.
Soltanto tra le umide zolle bianche
Il balenare improvviso del muschio.
Soltanto i tetti, la neve, e a parte
I tetti e la neve, nessun altro.
E di nuovo la brina comincerà a disegnare
di nuovo comincerà a mostrarmi
La malinconia dell’anno passato
E le cose di un altro inverno.
E loro pungeranno di nuovo fino al presente
Come un peccato mai rimesso,
E la finestra aperta su quella croce
Getterà sale sull’antica nostalgia.
Ma all’improvviso un brivido
Di dubbio percorrerà le tende
Misurando il silenzio coi suoi passi.
Tu, come il futuro in persona, entrerai.
Comparirai attraverso la porta
Con addosso qualcosa di bianco, senza pretese,
Con qualcosa fatto della stessa stoffa
Con cui si cuciono i fiocchi di neve.
Boris Pasternak, 1931
Salvo il crepuscolo. Un
Giorno d'inverno nello spazio aperto
Delle tende non tirate.
Solo il rapido balenare muschioso
Di ciuffi bianchi e bagnati,
Solo i tetti, la neve, e, salvo
I tetti e la neve, nessuno.
E di nuovo la brina tracerà i suoi motivi,
E di nuovo la disperazione dell'anno passato
Mi farà girare
E le faccende di un altro inverno.
E di nuovo, fino a questo giorno, pungeranno
Con una colpa non ancora assolta,
E la fame senza legna
Stringerà la finestra nel suo telaio incrociato.
Ma all'improvviso attraverso il
Un brivido di dubbio correrà, —
Misurando il silenzio con i passi.
Tu, come il futuro, entrerai.
Comparirai nella soglia
In qualcosa di bianco, senza fronzoli,
In qualcosa veramente di quelle stoffe
Da cui si cuciono i fiocchi di neve.
1931
In casa non ci sarà nessuno
In casa non ci sarà nessuno
A parte il crepuscolo. Un giorno
D’inverno attraverso lo squarcio
Delle tende dischiuse.
Soltanto tra le umide zolle bianche
Il balenare improvviso del muschio.
Soltanto i tetti, la neve, e a parte
I tetti e la neve, nessun altro.
E di nuovo la brina comincerà a disegnare
di nuovo comincerà a mostrarmi
La malinconia dell’anno passato
E le cose di un altro inverno.
E loro pungeranno di nuovo fino al presente
Come un peccato mai rimesso,
E la finestra aperta su quella croce
Getterà sale sull’antica nostalgia.
Ma all’improvviso un brivido
Di dubbio percorrerà le tende
Misurando il silenzio coi suoi passi.
Tu, come il futuro in persona, entrerai.
Comparirai attraverso la porta
Con addosso qualcosa di bianco, senza pretese,
Con qualcosa fatto della stessa stoffa
Con cui si cuciono i fiocchi di neve.
Boris Pasternak, 1931




Marina V.

Darya




Katerina